Anca e bacino

Anca che fa click o scrocchia: cause e quando preoccuparsi

Un tendine può scorrere su una prominenza ossea e produrre uno scatto. Spesso è un fenomeno benigno; dolore, blocchi o limitazioni richiedono invece un inquadramento.

AutoreDott. Marco Musorrofiti Revisione scientificaProf. Raoul Saggini Pubblicato Tempo di lettura8 minuti

In breve

Il rumore, da solo, non è una diagnosi

Nella maggior parte dei casi un click isolato e indolore non indica un danno grave. È opportuno farsi valutare se compaiono dolore, blocco o aggancio, cedimento, zoppia, perdita di mobilità oppure se il problema è iniziato dopo un trauma.

Continuare a muoversi è generalmente possibile quando il click è indolore; gli esercizi devono però essere adattati alla persona e non garantiscono che lo scatto scompaia.

Il Dott. Marco Musorrofiti spiega quando il click dell’anca merita attenzione.
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Che cos’è davvero il click dell’anca

Il rumore o lo scatto che si avverte alzando la gamba, salendo le scale, uscendo dall’auto o ruotando il bacino viene spesso descritto come anca a scatto o coxa saltans. Il fenomeno può essere esterno, interno oppure originare da strutture intra-articolari.

Nelle forme extra-articolari il meccanismo più comune è lo scorrimento di un tendine o di una fascia sopra una prominenza ossea. La struttura si tende e supera il rilievo producendo lo scatto: non significa che l’anca sia “fuori posto”. Molte persone presentano uno scatto senza dolore e senza limitazioni funzionali.1, 2

Schema in tre fasi: il tendine scorre, si tende su una prominenza ossea e la supera producendo il click dell'anca
Il meccanismo extra-articolare: il tendine scorre e supera una prominenza ossea; non è un osso “fuori posto”.
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Le tre forme di anca a scatto

1. Scatto esterno

Si percepisce sul lato dell’anca. È generalmente associato al passaggio della bandelletta ileotibiale o del margine anteriore del grande gluteo sopra il gran trocantere. Può essere visibile o riproducibile e può essere indolore; se doloroso, vanno considerate anche le strutture laterali dell’anca.2

2. Scatto interno

È avvertito anteriormente o all’inguine e coinvolge più spesso il tendine dell’ileopsoas durante il passaggio dalla flessione all’estensione. L’ecografia dinamica può mostrare il movimento del tendine e aiutare a confermare il meccanismo quando l’esame clinico non è sufficiente.3

3. Sintomi intra-articolari

Click, aggancio o blocco possono anche essere associati a strutture interne all’articolazione, come labbro acetabolare, cartilagine o corpi mobili. Il rumore non identifica da solo la causa: i reperti di imaging devono essere interpretati insieme a sintomi ed esame clinico, anche perché alterazioni del labbro sono state osservate in persone senza dolore.5

Illustrazione anatomica delle tre possibili sedi del click dell'anca: esterna, interna e intra-articolare
La sede dello scatto orienta l’inquadramento, ma non sostituisce la valutazione clinica.
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Quando il click è benigno e quando va valutato

Un click occasionale, indolore, stabile nel tempo e senza perdita di funzione è spesso un fenomeno meccanico benigno. In questo scenario non è necessario interrompere automaticamente sport o attività quotidiane.

È invece prudente richiedere una valutazione se allo scatto si associano:

  • dolore all’inguine, sul fianco o al gluteo;
  • blocco, aggancio o sensazione di cedimento;
  • zoppia o cambiamento del passo;
  • perdita progressiva di mobilità;
  • comparsa dopo caduta o trauma sportivo;
  • dolore notturno persistente o sintomi generali.
Indicazione importante

Dolore intenso dopo un trauma, impossibilità a caricare il peso, deformità, febbre o rapido peggioramento richiedono una valutazione medica tempestiva.

Diagramma decisionale: il click dell'anca con dolore o limitazione richiede una valutazione, mentre quello isolato e indolore spesso non è un segnale d'allarme
Dolore e limitazione sono segnali importanti, ma vanno considerati insieme a trauma, blocchi, cedimento e andamento dei sintomi.
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Valutazione clinica ed esami: non sempre serve una risonanza

La valutazione parte da anamnesi ed esame clinico: sede e modalità dello scatto, dolore, mobilità, forza, controllo del bacino, cammino e gesti che riproducono il sintomo. Le linee guida sul dolore non artrosico dell’anca raccomandano di integrare storia clinica, test di movimento e misure di funzione.4

Gli esami non sono automatici per un click isolato e indolore. Se l’imaging è indicato per un dolore cronico dell’anca, la radiografia è spesso l’esame iniziale; ecografia dinamica, risonanza magnetica o altre indagini vengono scelte in base al sospetto clinico.7 Per le forme extra-articolari l’ecografia dinamica può documentare lo scorrimento durante il movimento.3

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Come può essere organizzato il percorso

Il trattamento non deve essere diretto al rumore in quanto tale, ma al problema clinico identificato. Un percorso può includere educazione alla gestione dei carichi, esercizio terapeutico progressivo e, quando indicato, interventi manuali o strumentali come supporto.

Nel centro di Via Crescenzio 107 a Roma Prati la valutazione considera anca, bacino, colonna, ginocchio, piede e richieste della vita quotidiana o dello sport. Nei quadri di dolore laterale dell’anca, educazione e programma di esercizi hanno mostrato benefici clinici nella tendinopatia glutea; dosaggio e progressione devono però essere personalizzati.6

Quando il quadro lo richiede, il percorso può collegarsi alla pagina dedicata alla riabilitazione dell’anca e alle onde d’urto focalizzate, disponibili solo dopo appropriato inquadramento.

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Esercizi: cosa sapere prima di iniziare

Se lo scatto è indolore e non esistono controindicazioni, esercizi per glutei, controllo del bacino e mobilità possono essere usati per migliorare capacità e tolleranza al carico. Non esiste però una sequenza universale e non si può promettere che il click scompaia.

L’infografica propone tre esempi generali: ponte gluteo, abduzione sul fianco e mobilità dell’ileopsoas. Ripetizioni, serie e frequenza sono soltanto un punto di partenza indicativo; se compare dolore, il movimento va sospeso e rivalutato.

Tre esempi di esercizi per l'anca: ponte gluteo, abduzione sul fianco e allungamento dell'ileopsoas
Esempi generali da eseguire soltanto senza dolore; il programma va adattato alla valutazione e agli obiettivi personali.

Domande frequenti

Risposte rapide sul click dell’anca

L’anca che scrocchia è artrosi?

Non necessariamente. Un click isolato e indolore non permette di diagnosticare artrosi. Dolore, rigidità e perdita di funzione richiedono un inquadramento clinico.

Devo smettere di correre o andare in palestra?

Se il click è indolore e non limita il movimento, in genere non è necessario sospendere automaticamente. Se compaiono dolore o limitazioni, carico e attività vanno adattati dopo una valutazione.

Serve una risonanza magnetica?

Non di routine per un click isolato e indolore. Gli esami si scelgono in base ad anamnesi, esame clinico e sospetto diagnostico.

Il click nei bambini o negli adolescenti va controllato?

Un rumore isolato può essere benigno, ma è opportuno farlo valutare se si associa a dolore, zoppia, trauma, blocchi o limitazione delle attività.

Quanto dura la fisioterapia?

Non esiste un numero standard di sedute: dipende dalla causa, dalla durata dei sintomi, dagli obiettivi, dalla risposta al carico e dall’eventuale presenza di condizioni associate.

Il messaggio da ricordare

Il click dell’anca non è una diagnosi

Se è isolato, indolore e non limita il movimento, spesso non è un segnale d’allarme. Dolore, blocchi, cedimento, zoppia, trauma o perdita progressiva di funzione meritano invece una valutazione.

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Responsabilità editoriale

Autore e revisore scientifico

Autore

Dott. Marco Musorrofiti

Fisioterapista con oltre 20 anni di esperienza, docente universitario di Ergonomia, divulgatore scientifico e direttore del settimanale Scienze Riabilitative.

Revisione scientifica

Prof. Raoul Saggini

Ortopedico, fisiatra e medico dello sport, professore ordinario di Medicina Fisica e Riabilitativa e direttore scientifico.

Pubblicato e revisionato il .

Riferimenti scientifici

  1. Walker P, Ellis E, Scofield J, et al. Snapping Hip Syndrome: A Comprehensive Update. Orthop Rev (Pavia). 2021;13(2):25088. PubMed · DOI
  2. Lewis CL. Extra-articular Snapping Hip: A Literature Review. Sports Health. 2010;2(3):186-190. PubMed · DOI
  3. Piechota M, Maczuch J, Skupiński J, et al. Internal snapping hip syndrome in dynamic ultrasonography. J Ultrason. 2016;16(66):296-303. PubMed · DOI
  4. Enseki KR, Kohlrieser D, Wagner A, et al. Hip Pain and Movement Dysfunction Associated With Nonarthritic Hip Joint Pain: A Revision. J Orthop Sports Phys Ther. 2023;53(7):CPG1-CPG70. PubMed · DOI
  5. Lee AJJ, Armour P, Thind D, Coates MH, Kang ACL. The prevalence of acetabular labral tears and associated pathology in a young asymptomatic population. Bone Joint J. 2015;97-B(5):623-627. PubMed · DOI
  6. Mellor R, Bennell K, Grimaldi A, et al. Education plus exercise versus corticosteroid injection use versus a wait and see approach on global outcome and pain from gluteal tendinopathy. BMJ. 2018;361:k1662. PubMed · DOI
  7. Expert Panel on Musculoskeletal Imaging. ACR Appropriateness Criteria® Chronic Hip Pain: 2022 Update. J Am Coll Radiol. 2023;20(5S):S33-S48. PubMed · DOI

Le fonti sostengono l’inquadramento generale dell’articolo; non sostituiscono la valutazione del singolo caso.

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