Metodo clinico

Un progetto riabilitativo costruito sulla funzione

Il trattamento nasce da una domanda concreta: che cosa deve tornare a fare la persona, con quale livello di sicurezza e in quali tempi realistici?

Responsabile clinico Marco MusorrofitiDirezione scientifica Prof. Raoul SagginiAggiornato 21 agosto 2026
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Valutare la persona, non soltanto l'esame

Il primo incontro raccoglie storia clinica, sintomi, attività limitate, aspettative e fattori che possono influenzare il recupero. L'esame del movimento considera mobilità, forza, controllo motorio, equilibrio e tolleranza al carico.

Referti e immagini sono importanti quando pertinenti, ma non descrivono da soli la disabilità. La stessa alterazione può avere effetti molto diversi su persone differenti.

  • Anamnesi e obiettivi
  • Valutazione del movimento e della funzione
  • Misure iniziali utili al confronto
  • Individuazione di eventuali segnali per invio medico
Da sapere

Una buona valutazione serve anche a riconoscere ciò che non è di competenza fisioterapica e richiede approfondimento.

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Integrare esercizio, terapia manuale e tecnologie

L'esercizio terapeutico è progressivo e specifico per gli obiettivi. La terapia manuale può essere impiegata per modulare sintomi o facilitare il movimento. Le tecnologie vengono aggiunte quando permettono un'esposizione più controllata, una stimolazione mirata o un feedback utile.

SPAD, vibrazioni meccano-sonore focalizzate, imoove e AKUIS rispondono a funzioni diverse. La scelta non dipende dalla novità dello strumento, ma dalla coerenza con il problema e con la fase del percorso.

  • Progressione del carico
  • Recupero di mobilità e forza
  • Controllo posturale e propriocettivo
  • Educazione e strategie di autogestione
Da sapere

Nessuna apparecchiatura sostituisce il ragionamento clinico o garantisce da sola il risultato.

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Rivalutare e rendere il paziente autonomo

Il programma viene modificato in base alla risposta clinica. Dolore, qualità del movimento, forza e attività recuperate consentono di verificare se la direzione è corretta.

Il traguardo è ridurre la dipendenza dal trattamento e fornire strumenti per mantenere i risultati, riconoscere i segnali di sovraccarico e gestire in modo consapevole l'attività fisica.

  • Controlli periodici
  • Adattamento degli esercizi
  • Indicazioni per il lavoro a casa
  • Prevenzione delle recidive
Da sapere

I tempi di recupero dipendono dalla condizione, dalla risposta individuale e dalla continuità del programma.

Domande frequenti

Risposte chiare prima di iniziare

Il trattamento è uguale per chi ha la stessa diagnosi?

No. La diagnosi orienta il percorso, ma obiettivi, capacità iniziali, sintomi e contesto personale determinano progressioni differenti.

Riceverò esercizi da svolgere a casa?

Quando utili, sì. Devono essere pochi, comprensibili, proporzionati e aggiornati in base all'evoluzione.

Come si capisce se il percorso sta funzionando?

Si confrontano sintomi, capacità misurabili e attività recuperate con la situazione iniziale e con gli obiettivi concordati.

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